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Scientificamente il desiderio di ballare ha origini fisiche
legate alla struttura dell’orecchio, organo preposto a fornirci
l’equilibrio oltre che a sentire le variazioni di pressione e,
quindi, i suoni. Studi autorevoli hanno dimostrato che una
parte del sistema vestibolare (situata all’interno dell’orecchio)
sensibile ai suoni è la stessa che controlla la nostra stabilità.
Le variazioni di pressione sono elaborate dal nostro cervello
come spostamenti e, lo stesso, spinge il corpo in maniera
naturale per ripristinate l’equilibro.
L’entusiasmo che però il ballo ci riserva, potrebbe essere
spiegato partendo da molto più lontano. Nei primi giorni
di vita, quando un adulto parla, i neonati compiono sequenze
ritmiche di movimenti sincronizzate con il suono che stanno
ascoltando e non con il significato delle parole a loro
sconosciuto. La prima forma di comunicazione è quindi
acustico/motoria e, “parlando” quasi solo con il corpo fino
a circa due anni di età, sollecitiamo l’area cerebrale di
Broca, la stessa che poi nel corso della nostra vita sarà
interessata allo sviluppo della parola. Il linguaggio del corpo
è poi una forma di comunicazione che facilita l’interazione
con i nostri simili ed è facile verificare quanto sia più
comprensibile un discorso accompagnato anche da gesti e
movimenti.
Il movimento quindi è una seconda lingua e, come tale,
viene spontaneamente perfezionata come la comunicazione
verbale. Entrambi i dialoghi presentano livelli superiori e
sempre più nobili che necessitano di maggiore
“organizzazione”. Come le parole vanno organizzate se si
vuole esprimere un concetto o, ancor meglio, se si vuole
che esse diventino poesia, il corpo ha come livello nobile
di comunicazione la danza. Comunicare con il linguaggio
richiede uno sforzo razionale e bisogna cercare le parole
giuste per descrivere un concetto, mentre nella danza il
vocabolario è costituito dai movimenti ed è più spontaneo
farli scivolare l’uno sull’altro per esprimersi. La danza quindi
sarebbe un mezzo di comunicazione più diretto della parola
e persino più completo visto che è più semplice utilizzarlo.
L’insicurezza che poi insita in ognuno di noi, si combatte
facendo gruppo, e la danza è sempre servita nel corso dei
millenni a tal scopo.
La voglia di ballare, concludendo, deriva dalla necessità di
dialogare ed esprimere ciò che si ha dentro e che magari
non si riesce a far venire fuori nella vita di tutti i giorni e,
dalla spontanea esigenza che tutti hanno di ricercare la
propria identità di gruppo.